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TUTTE LE DONNE DI DANTE
Poche ma buone, la Divina Commedia è un poema di personaggi soprattutto maschili. E le figure femminili, quelle che vengono in primo piano, che entrano in rapporto diretto con Dante con un’effettiva identità reale o simbolica che si voglia, sono davvero poche. Possiamo qui elencarle Francesca da Rimini; Pia De' Tolomei; Sapia Sanese; Matelda; Piccarda Donati; Cunizza Da Romano. Oltre, naturalmente, a Beatrice e alla Vergine Maria. Altre figure femminili, restano sullo sfondo, confuse tra le anime con valore simbolico come Santa Lucia o mostri infernali come le Furie, e la stessa Matelda. Quindi di donne vere, davvero poche. Ma queste poche, sono di straordinario rilievo: è attraverso di loro che Dante sviluppa l’intera riflessione sul tema dell’amore, a partire dalla passione carnale e peccaminosa alla più alta concezione religiosa. Da Francesca a Beatrice, dalla lussuria alla teologia, insomma. Questa è la caratteristica forte, questo è forse anche limite dalla presenza dell’elemento femminile nel poema: riflesso nella società, di un’arte al maschile, che resterà tale fino a ieri, forse fino a oggi. Con Francesca da Rimini si apre lo spazio dedicato alle figure femminili. Nel percorso tracciato da questi personaggi si riflette la duplice valenza culturale della donna nella letteratura al tempo di Dante: oggetto di culto religioso nelle figure della Madonna e delle sante, e oggetto d’amore nelle donne-angelo dello Stil Novo. Tre incontri, posti d’apertura delle rispettive cantiche, segnano questa prospettiva di lettura: quello con Francesca da Rimini nell’Inferno, con Pia de' Tolomei in Purgatorio e quello con Piccarda Donati in Paradiso. Figura essenzialmente allegorica è invece quella di Matelda, che svolge importante ruolo di accompagnare Dante nel paradiso terrestre. Accanto e prima di queste figure, presiede all’ideologia dell’opera la presenza della donna per eccellenza, Beatrice.
BEATRICE FRANCESCA E PAOLO
PIA DE' TOLOMEI SAPIA
DANTE
MATELDA PICCARDA
LA VERGINE MARIA CUNIZZA
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